giugno 2015 Archive

I Greci vanno a votare anche per noi (30 giugno 2015)

z 808 Provo a ripercorrere alcune delle informazioni e delle idee che vengono dai testi tradotti negli ultimi mesi sulla Grecia, e a metterle a confronto con il prevalente giudizio di buona parte dei media e della politica nazionale ed europea sulla ‘irresponsabilità’ e ‘inaffidabilità’ dei governanti greci (è il “pensiero unico” in voga in queste settimane), facendomi guidare da una domanda che non mi pare troppo ingenua: quale logica dovrebbe seguire un ragionamento su un paese in profonda crisi economica – la disoccupazione giovanile al 60 per cento! – e con un onere del debito che tutti riconoscono sproporzionato alle sue possibilità? Insomma, di cosa si sta parlando? Credo che due semplici domande dovrebbero essere giudicate da tutti preliminari ad ogni ragionamento sensato (a dire il vero, le domande sono talmente semplici da rasentare la stupidità, ma è quello che mi propongo di illustrare; ovvero l’insidia maggiore nei ‘pensieri unici’ è esattamente la stupidità, perché solo ragionando in modo stupido si creano quelle condizioni di opacità che deformano il buon senso e, a seguire, anche il metodo democratico). Ecco le domande ....

Continua Qui...

La terribile gratuità della crisi greca (dal blog di Krugman, 29 giugno 2015)

[1] Si tratta di una intervista di Eichengreen a “The Conversation”.      

L’attacco dell’Europa alla democrazia greca di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 29 giugno 2015)

     

La Grecia sul precipizio, di Paul Krugman (New York Times 29 giugno 2015)

Al punto attuale della vicenda greca, ci sono due aspetti di fondo che occorre tenere a mente. Il primo è che l'austerità che la Grecia ha sopportato in questi anni sarebbe stata del tutto sufficiente a rimettere in ordine i suoi conti pubblici, se quella stessa austerità non avesse tramortito la sua economia. Le pensioni ed i salari sono stati ridotti, il pubblico impego è stato tagliato per il 25 per cento, le tasse sono aumentate; ma l'economia è crollata e con essa sono crollate le entrate, e dunque la percentuale del debito è salita. Il secondo aspetto è che le famose condizioni della troika che oggi vengono sottoposte al referendum dei greci, in sostanza propongono una austerità ulteriore. I burocrati di Bruxelles non sono i presunti tecnocrati di cui si parla, sono in pratica dei fantasisti che hanno voluto ignorare ogni lezione conosciuta dell'economia. Più che di analisi economica, sono specialisti del potere, ed il loro potere si basa sull'idea che una uscita dall'euro sia impensabile. Occorre smettere di considerarla impensabile, se si vuole costruire una strada per un riforma radicale di un esperimento che in questo modo non può funzionare, se non con prezzi economici e democratici ormai insopportabili.

(G)risis (28 giugno 2015)

  [1] La famosa espressione “fategli un’offerta che non possa rifiutare” è forse diventata la frase più nota del film (e del libro) Il Padrino, ...

Il momento della verità dell’Europa (dal blog di Krugman, 27 giugno 2015)

Eredità (26 giugno 2015)

[1] Il riferimento è ad un articolo su VOX, che prende lo spunto dalla decisione dello scorso giovedì da parte della Corte Suprema per definire ...

Il grande quadro, di Simon Wren-Lewis (da Mainly Macro, 25 giugno 2015)

[1] Si riferisce ad un post in polemica con l’economista Jeffrey Sachs del 7 gennaio 2015. [2] “Gotcha” ha il significato di “prendere in castagna” ...

Complimenti alla riforma sanitaria di Obama, di Paul Krugman (New York Times 25 giugno 2015)

Pare che in queste ore la Corte Suprema abbia deciso di non utilizzare il pretesto della trascuratezza di qualche espressione contenuta nella legge di riforma sanitaria per demolirla. Finalmente, dunque, ci si può concentrare sulla sostanza del suoi risultati, sino a questo punto. Il numero dei non assicurati è grandemente diminuito, ed una buona parte di coloro che restano senza assistenza dipende dal boicottaggio degli Stati a direzione repubblicana che si sono opposti alla espansione del programma Medicaid. Le polizze sono molto meno dispendiose di quello che si pretendeva. I costi generale della sanità sono inferiori al previsto. I posti di lavoro in generale non sono crollati, ma aumentati ad un ritmo che non si vedeva dagli anni '90. Perchè, dunque, tanto livore nei confronti di un atto di governo positivo? Perchè il terrore era proprio quello: che si dimostrasse che ci sono atti di governo che funzionano.

Sfasciare la Grecia (25 giugno 2015)

La persistenza del negazionismo sulla riforma della assistenza sanitaria (24 giugno 2015)

[1] È una espressione che pare sia nata in ambienti militari americani, ed indica quel fenomeno per il quale in ambienti caratterizzati da una obbligata ...

Con la riforma sanitaria di Obama, gran parte del percorso è stata fatta (dal blog di Krugman, 24 giugno 2015)

    [1] La Corte Suprema dovrà nei prossimi giorni decidere su una istanza legale che punta in pratica a far saltare la legge di ...

I cowboy, gli alieni e le misure di sostegno (23 giugno 2015)

  [1] Sono due serie fantascientifiche americane. [2] Nella foto, un poliziotto di pattugliamento sul Rio Grande. [3] Keynes scrisse ironicamente, ma non del tutto, ...

Altro sull’ombra della schiavitù (23 giugno 2015)

[1] Mi pare una notazione rilevante. Dopo la vicenda di sangue di questi giorni con l’uccisione di nove persone di colore nella Chiesa Episcopale Metodista ...

L’ombra lunga della schiavitù, di Paul Krugman (New York Times 22 giugno 2015)

Molti fenomeni mostrano quanto la questione razziale in America si sia modificata, e non solo il fatto di avere un afro americano alla Casa Bianca. Cionostante è anche vero l'argomento opposto, ovvero che l'eredità di una storia schiavista continua ad avere i suoi effetti. Il fatto di sangue di questi giorni lo rammenta in modo inquietante. Se si esamina, ad esempio, una cartina geografica degli Stati americani che nel 1860 praticavano lo schiavismo, e si sovrappone ad essa la cartina degli Stati che oggi stanno boicottando la riforma sanitaria, la somiglianza è impressionante. E boicottare la riforma sanitaria è come dire essere indifferenti ai problemi dei più poveri, che spesso sono o sono percepiti come i problemi delle persone di colore, o di "quella gente" come li si chiama a destra. Il peccato originale dello schiavismo non è ancora cancellato.

Pagina successiva »