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I repubblicani dicono: “Fategli mangiare odio”, di Paul Krugman (New York Times, 18 aprile 2022)

Una descrizione effettivamente spaventosa degli argomenti che i repubblicani americani stano utilizzando nella campagna elettorale già in corso per le prossime elezioni. In pratica una sistematica campagna basata sull'odio sociale, che viene dato in pasto a chi subisce i danni del disordine sociale.

Le lezioni e le conseguenze della confisca degli asset degli oligarchi russi, di Branko Milanovic (da Global Inequality and more, 18 aprile 2022)

[1] Solo per chiarire una cosa forse ovvia: l’insicurezza del tenere i propri soldi nel paese di origine deriva semplicemente dal fatto che ‘in casa ...

Perché il dollaro ha il dominio, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 15 aprile 2022)

[1] Questa tabella è una certificazione del famoso fenomeno dello “spread”, ovvero del divario (crescente a partire dal 2008) tra i rendimenti delle obbligazioni decennali ...

Il Partito Repubblicano è ancora il partito dei plutocrati, di Paul Krugman (New York Times, 14 aprile 2022)

Krugman ammette che alcuni suoi recenti articoli sull'Europa 'poco incline' a sanzioni economiche più radicali contro i russi (o contro l'ungherese Orban) hanno provocato qualche risentimento; qualcuno gli ha ricordato che la destra americana non è certo meno inaffidabile nella difesa dei valori democratici. Lo ammette e dice di più. La differenza è che la destra americana non solo è relativamente insensibile ai temi della democrazia, soprattutto continua ad essere sistematicamente a favore dei più ricchi.

L’economia dell’Europa sul filo del rasoio, di Barry Eichengreen (da Project Syndicate, 12 aprile 2022)

[1] Che anch’essa fa parte del Partito Socialdemocratico.      

Le forze dell’interesse personale e della tecnologia non possono essere annullate (intervista a Martin Sandbu del Financial Times, 7 aprile 2022), di Branko Milanovic

     

Qual’è la conclusione per la Cina? Nancy Qian (da Project Syndicate, 13 aprile 2022)

       

L’inflazione è prossima ad un calo – ma non entusiasmatevi troppo, di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 12 aprile 2022)

[1] La tabella mostra la crescita dei salari mediani orari, nel loro spostamento medio trimestrale. [2] La linea celeste indica le aspettative sul tasso di ...

Commerci e pace: la grande illusione, di Paul Krugman (New York Times, 11 aprile 2022)

Sostiene Krugman che la dipendenza dell'Europa, o almeno della principale nazione europea, fu incoraggiata dall'inizio, nei primi anni '70, dalla Ostpolitik tedesca: lì comincio l'illusione che la dipendenza dai combustibili fossili russi - oltre ad essere conveniente - poteva essere anche una strada per una più favorevole integrazione russa nei valori dell'Occidente. Krugman è meno certo che la stessa illusione potrebbe riguardare la Cina, ma non lo esclude. Se ne dovrebbe dedurre che buona parte della "globalizzazione" che ha cambiato il mondo debba essere, per quella ragione, riesaminata per intero. Ed infatti, la conclusione è che "la posta in gioco è molto più grande della sola Ucraina". Come si era capito.

I democratici hanno bisogno di insistere sulla guerra, di Noah Smith (dalla newsletter di Noah Smith, 12 aprile 2022)

[1] Noah Smith è un altro ‘cultore’ di questo nuovo stile che consiste nel raccogliere, entro propri articoli, opinioni e diagrammi raccolti da vari altri ...

Una suddivisione più giusta dei frutti della crescita, di Branko Milanovic (da China Daily Global, 11 aprile 2022)

[1] Il dollaro Geary-Khamis, più comunemente conosciuto come dollaro internazionale è un’unità di valuta ipotetica che ha lo stesso potere d’acquisto che il dollaro USA ha avuto negli Stati Uniti in un certo anno. È ampiamente ...

Una terapia shock per i neoliberisti, di Joseph E. Stiglitz (da Project Syndicate, 5 aprile 2022)

[1] Questo è il titolo italiano del libro nella edizione del 2006.      

Il negare l’autodeterminazione nazionale dall’Ucraina alla Scozia, e le lezioni della Brexit. Di Simon Wren-Lewis (dal blog Mainly Macro, 15 marzo 2022)

[1] Ho l’impressione che nel testo ci sia un refuso, che si intendesse dire UE anziché Brexit.      

Come la Germania è diventata la favoreggiatrice di Putin, di Paul Krugman (New York Times, 7 aprile 2022)

Agli inizi del decennio passato, dinanzi alla crisi europea del debito, la Germania non fu seconda a nessuno nel dare la colpa ai paesi debitori e nell'imporre misure estreme di austerità. L'occupazione in Grecia crollò del 27 per cento. Ora la Germania si rifiuta di considerare di fare un passo per interrompere la sua dipendenza dal gas russo, nonostante che quella dipendenza sia di fatto il maggiore punto di forza rimasto a Putin. E nonostante che i suoi stessi economisti stimano che l'effetto di un blocco delle importazioni provocherebbe, nel peggiore dei casi, una caduta del PIL tedesco del 2,1 per cento. Il punto è che la Germania continua a trattare la politica economica come una rappresentazione moralistica, ma solo quando riguarda gli altri paesi.

Cosa è mai successo alla Grande Dismissione? Di Paul Krugman (dal blog di Krugman, 5 aprile 2022)

       

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